Cenere

 

Uno spazio dalla forma regolare che si presta come luogo da trasformare piuttosto che ambiente dove esporre opere. Secondo questa linea Ak2deru manomette le pareti ridefinendo il perimetro attraverso grandi fogli dipinti. L’andamento del segno rende ancor più straniante la visione, cancellando qualsiasi sicurezza sulle proporzioni, su verticale e orizzontale. La pittura ha un andamento irregolare, segue percorsi vertiginosi per spostarsi poi su zone di maggiore dolcezza del tratto. Uno spazio completamente avvolto dove lo spettatore può scegliere se leggere la totalità del dipinto oppure prendersi tempo e seguire a sua scelta un singolo tratto.  Come un grande tomo che può esser letto per singoli capitoli, separati.

 

In uno spazio predisposto alla sperimentazione l’artista sceglie di abbandonare temporaneamente la pittura pura e utilizza un materiale tecnicamente inidoneo, la cenere. Recupera residui di combustione da più materiali ottenendo tonalità diverse. Il nero profondo, il grigio fumo, il marrone, fino all’ocra che, insieme, restituiscono immagini policrome, in un contesto complessivo che solo inizialmente appare monocolore.

 

Senza usare la pittura Ak2deru fa pittura attraversando tutti i suoi riferimenti storici. Evocando grandi maestri che sul segno hanno costruito la loro poetica, fatta di un delicato equilibrio tra spontaneità e controllo. Le modalità con le quali Ak2redu gestisce lo spazio lo avvicinano all’espressionismo astratto, dove ogni parte della tela viene curata e considerata allo stesso modo. Non esiste più una zona centrale che focalizza il racconto pittorico e il perimetro dipinto diventa teatro per un gioco a tutto campo. Nessuna zona periferica o secondaria della composizione, piuttosto si favorisce un unico sguardo che ingloba tutto, e dove il centro può essere individuato dappertutto.

 

La cenere non è soltanto un interessante espediente tecnico, rimanda infatti a una circolarità filosofica e religiosa che da sempre è strumento di indagine.  Ma è anche un elemento presente nel quotidiano, è un termine familiare a tutti e molto utilizzato nella lingua corrente. Nominando la cenere si identificano certi colori, si creano modi di dire, sentenze verbali e proverbi. E’ linguaggio comune e allo stesso tempo il viatico per nominare e definire l’inizio e fine di ogni cosa, con la sua inconsistenza materiale crea i contorni saldi del cerchio vitale.

 

Due trittici e un dittico di grandi dimensioni rendono l’ambiente immenso e minuscolo allo stesso tempo. Il perimetro quadrato dello spazio diventa circolare grazie al simbolo della caducità e al segno continuo e ipnotico dell’artista.

 

CLP